Dopo la notizia degli interventi della Città Metropolitana sull’incrocio tra Fondovalle Savena e SP59, nel territorio di Loiano, possiamo dire che la nuova segnaletica luminosa è un passo avanti, ma arriva dopo anni di incidenti e segnalazioni da parte di cittadini e amministratori locali. È evidente che si sarebbe potuto intervenire prima.
Come già evidenziato anche da noi non più tardi di sei mesi fa, l’incrocio, uno dei più critici della viabilità appenninica, è stato teatro di numerosi sinistri. Finalmente la Città Metropolitana ha riconosciuto che, nonostante la segnaletica fosse formalmente corretta, la percezione dello stop da parte dei conducenti risultava «talvolta insufficiente».
Queste ammissioni confermano ciò che il territorio denuncia da tempo: non basta dire che tutto è a norma, bisogna ascoltare chi vive e percorre quotidianamente queste strade. Già nel 2025, un’interrogazione regionale aveva chiesto chiarimenti sui ritardi e sollecitato un piano di messa in sicurezza dell’area. Oggi scopriamo che gli interventi sono stati possibili attingendo a un appalto già in corso. Bene. Ma perché non farlo prima, visto il numero di incidenti registrati?
La sicurezza stradale in Appennino non può essere affrontata con interventi spot. Serve un piano organico, con priorità chiare e risorse dedicate. Siamo pronti a collaborare, ma chiediamo trasparenza, tempi certi e responsabilità.
